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Lepini anima selvaggia del Lazio

lepini anima selvaggia del lazio. luigi corsetti (a cura di). edizioni belvedere (via adige 45, 04100 latina, tel./fax: 0773-696292; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dopo averci dato nel 2002 un’ottima guida naturalistica del Parco dei Monti Aurunci, l’infaticabile Luigi Corsetti, le cui Edizioni Belvedere pubblicano tra l’altro il nostro Bollettino ARDE, ci presenta ora un piacevolissimo volume dedicato alla storia naturale dei Monti Lepini, definiti giustamente, in modo suggestivo, “anima selvaggia del Lazio”. Il volume è appunto il secondo della collana “Natura” ed è presentato dall’Agenzia Parchi della Regione Lazio. Il comprensorio dei Monti Lepini, che si snoda da Artena e Roccamassima a nord-ovest fino a Priverno e Amaseno a sud-est, è giustamente noto a ogni naturalista romano o laziale per i paesaggi e i panorami maestosi e selvaggi che, sia pure a così breve distanza da Roma e dalla affollata costa tirrenica, esso è ancora in grado di regalare – gradita sorpresa per molti – a qualsiasi visitatore si addentri tra i suoi rilievi (culminanti nei 1536 m del Monte Semprevisa), o allo speleologo che (sulle orme di Saverio Patrizi e Marcello Cerruti) intenda cimentarsi con le grotte e il mondo sotterraneo, oppure all’entomologo appassionato per il quale il solo nome dei Lepini evoca immediatamente presenze minime ma straordinarie come Duvalius lepinensis e Crowsoniella relicta (quest’ultima un minuscolo coleottero, vero fossile vivente, scoperto da Roberto Pace nel 1973, in soli 3 esemplari maschi, nel terriccio di alcuni castagni, e mai più ritrovato in seguito). Il volume curato da Corsetti si segnala non solo per la bella veste grafica e l’ottimale stampa delle tante illustrazioni (tra cui anche accattivanti disegni al tratto dovuti allo stesso Corsetti, e alcuni splendidi acquerelli di Luciano Cisi), ma anche per l’elevato interesse dei suoi contenuti e per l’aggiornata informazione che fornisce sulla storia naturale di questa splendida area laziale. Alcune notizie, ad esempio quella relativa alla recente scoperta (nel 2003 in agro di Sezze) di centinaia di orme fossili di dinosauro, risalenti al Mesozoico, mi erano devo dire ancora sconosciute. Il libro costituisce un’ottima e agile guida alla natura del comprensorio dei Lepini. Anzi, direi che si pone come un modello per qualsiasi altra guida naturalistica che come questa sia dedicata a singole pregevoli aree del nostro paese. Il linguaggio è chiaro e di buon rigore scientifico; il ricco corredo iconografico comprende, salvo errore, ben 236 belle foto a colori (paesaggi e panorami anche invernali, geologia e fossili, piante e popolamento floristico, fauna maggiore e minore, beni archeologici, vedute dei vari paesi che compongono la Comunità dei Lepini), nonché più di 200 disegni e diverse finestre di approfondimento. Chiudono il volume una buona bibliografia e un dettagliato indice analitico. Soprattutto, il libro mi pare raggiunga pienamente il suo scopo: a me è infatti già venuta molta voglia di tornare a percorrere, dopo tanti anni, i Monti Lepini.

Fabio Cassola

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