XXVI Congresso Nazionale di Entomologia

XXVI Congresso Nazionale Italiano di Entomologia Torino, 8-12 giugno 2020  


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Taxonomy of pollinators: Hoverflies (Diptera, Syrphidae) and wild bees (Hymenoptera, Apoidea)

Il Museo civico di Storia Naturale di Ferrara sta organizzando il corso Taxonomy of Pollinators,  dedicato alle api selvatiche ed ai ditteri sirfidi: entrambi i gruppi svolgono l'importantissimo ruolo di impollinatori per piante e raccolti. Inoltre, i sirfidi sono ottimi indicatori di biodiversità, che consentono di valutare la conservazione degli ecosistemi naturali e di quelli gestiti dall'uomo grazie al metodo Syrph the Net. Il corso si terrà dall'1 al 5 luglio 2019 nell'ambito di DEST - Distributed European School of Taxonomy. Il Termine per presentare domanda di...


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Master Erasmus Mundus “PlantHealth”

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Checklist of the Italian spiders

Adunanza del comitato di coordinamento della sezione di entomologia agraria, firenze 18 febbraio 2011

La seconda adunanza del Comitato di Coordinamento della Sezione di Entomologia agraria della Società Entomologica Italiana, indetta dal coordinatore prof. Pasquale Trematerra e convocata dal segretario dott. Rinaldo Nicoli Aldini con e-mail del 31 gennaio 2011, si è svolta il 18 febbraio 2011, con inizio alle ore 13,00, presso il Centro di Ricerca per l’Agrobiologia e la Pedologia (ex Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria) del CRA, via di Lanciola 12/A, Cascine del Riccio (Firenze), con il seguente Ordine del Giorno:

1. Applicazione del DDL Gelmini: requisiti dei commissari per le valutazioni comparative;

2. Assetto dell’organico del raggruppamento AGR 11;

3. Ricercatori a tempo determinato, requisiti per la valutazione degli aspiranti ricercatori;

4. Programmi dei Corsi di studio e libri di testo per il percorso formativo;

5. Direttiva 128/CE sull’uso razionale degli antiparassitari, prospettive per i laureati in Agraria;

6. Confronto con i patologi vegetali per il settore scientifico-disciplinare;

7. Rapporti della Sezione con la Società Entomologica;

8. XXIII Congresso Nazionale di Entomologia;

9. Varie ed eventuali.

Presiede la riunione il coordinatore prof. Pasquale Trematerra. Sono presenti, ad eccezione del prof. Andrea Battisti, assente giustificato, gli altri membri del Comitato di Coordinamento: prof. Alberto Alma, prof.ssa Lidia Limonta, dott. Rinaldo Nicoli Aldini, prof. Carmelo Rapisarda, dott.ssa Patrizia Sacchetti.

Punto 1° all’O.d.G. – Il prof. Trematerra sottolinea i nuovi requisiti “richiesti” per far parte di commissioni di valutazione comparativa: le commissioni sono formate solo da Ordinari (compresi gli Straordinari) che si autopropongono all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) e vengono filtrati in base al curriculum. Ogni commissione sarà formata da 4 membri del settore più 1 membro esterno straniero. Ciascun candidato a commissario dovrà avere un curriculum “migliore” rispetto ai candidati da esaminare. Requisito di base per autocandidarsi è avere 8 pubblicazioni con IF fatte negli ultimi 5 anni. Il nuovo sistema di valutazione quindi sta procedendo. Al momento attuale (e senza o quasi prospettive di miglioramenti a breve termine) nel raggruppamento AGR 11 su un totale di 31 Ordinari solo 10-11 rientrerebbero (!) nel nuovo criterio di selezione. Pertanto, se tutti i nostri Ordinari idonei si autocandidassero si potrebbero costituire non più di 2 commissioni. Dove non riusciremo ad arrivare subentreranno i futuri affini Patologi vegetali. Chi va in commissione ci va per 2 anni e poi resta fermo 3 anni. La commissione nazionale è una e al momento ne potremmo fare anche due, perciò la situazione non è particolarmente rosea ma non siamo nemmeno messi malissimo, soprattutto se qualche Ordinario esce dal raggruppamento per anzianità e qualche nuovo Straordinario che abbia gli opportuni requisiti entra (si deve sottolineare, al riguardo, che l’attività della nostra Sezione e, ancor prima della sua costituzione, quella del comitato di coordinamento AGR 11, hanno contribuito a sensibilizzare e influenzare positivamente gli afferenti al nostro raggruppamento alla pubblicazione in riviste con certi requisiti bibliometrici quali l’IF).

Un accenno anche ai requisiti per i membri di commissione di dottorato: in alcune Università bisogna avere 5 punti di IF negli ultimi 5 anni. Nelle pubblicazioni ogni valore IF viene diviso per il numero di autori e il numero di istituzioni coinvolte.

Il reclutamento nei prossimi anni avverrà attraverso la tappa obbligata dei dottorati di ricerca che, nella ormai prossima revisione, però potranno venire offerti solo da alcune sedi universitarie.

Punto 2° all’O.d.G. Il coordinatore ricorda l’attuale (febbraio 2011) assetto numerico dell’organico AGR 11 e l’andamento del medesimo nei 5 anni precedenti (vedi tabella).

Fascia / Anno

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Ordinari 

Associati

Ricercatori

47

42

44

48 

39

48

43

41

48

40 

37

51

37

36

51

31 

35

51

Totale

133

135

132

128

124

117

A parte il regresso numerico generale, si nota che soprattutto i Professori Ordinari sono in calo: in prospettiva la situazione è difficile perché in alcuni dipartimenti o istituti non ci saranno Ordinari, importanti sia come indirizzo/coordinamento delle attività che come rappresentanza istituzionale. Tenere presente che gli Ordinari di altri raggruppamenti sono pronti a occupare spazi altrui che rimangano vuoti!

La situazione è pesante per tutti, a livello nazionale. Ma è tanto peggiore quanto più piccolo è un settore scientifico disciplinare in partenza. Anche i “cugini” AGR 12 (Patologia vegetale) non è che in prospettiva stiano molto meglio di noi. Negli anni Settanta c’è stata una grande ‘infornata’, adesso la situazione si sta capovolgendo.

Per quanto ci riguarda, si rileva il fatto che negli ultimi concorsi svolti le commissioni non abbiano potuto (!) sposare un’esigenza di raccordo generale a vantaggio del raggruppamento nel suo insieme e delle diverse sedi.

Punto 3° all’O.d.G. – Il coordinatore illustra i nuovi requisiti richiesti agli aspiranti ricercatori (tutti obbligatoriamente a tempo determinato). L’obiettivo della riforma e delle Università è quello di ricostruire la struttura a piramide, indipendentemente da ogni considerazione sulle esigenze di didattica e ricerca. Sembra che, per evitare di avere ricercatori a tempo determinato che abbiano maturato diritti alla stabilizzazione di un rapporto strutturato (dopo il 3+3 l’Università sarebbe parzialmente vincolata), le Università preferiranno dare ai novelli ricercatori solo i primi tre anni, e poi rallentarne la crescita o fermarli. Qualche Università con propria riforma amministrativa ha stabilito che i contratti a ricercatori debbano arrivare al massimo a 5 anni (in quelle, quindi, il 3+3 non ci sarà mai). Oppure potrebbe esserci l’escamotage di una pausa, una sosta, dopo i primi 3 anni, per spezzare la continuità del rapporto, poi si può riprendere… Il rischio è che dopo un lungo percorso universitario fatto di dottorato e di ricerca a tempo determinato, accada che “giovani” di 35 e passa anni si ritrovino a non essere nulla nella carriera. Per bandire un posto da ricercatore è ovviamente necessario avere le risorse, pubbliche o private. Evidenti le difficoltà nel contesto economico attuale. All’estero talvolta accade che la stessa persona che vuole partecipare al concorso porti le risorse necessarie, se le ha: autopagarsi per costruirsi la carriera. Potrebbe forse essere una soluzione. (Fatte tutte queste premesse, ci si chiede anche se potranno esserci molti aspiranti al “3+3”).

Nella valutazione dei candidati non sempre è prevista prova scritta e prova orale, ma solo valutazione dei titoli e del lavoro scientifico svolto, delle pubblicazioni. Questo significa che prima di bandire un posto bisogna avere le persone con titoli adeguati, a prova di concorrenza esterna sempre più agguerrita (vedi altri SSD).

Segue un breve dibattito sulla tematica.

Punto 4° all’O.d.G. – Il prof. Trematerra osserva che i contenuti dei programmi di studio dei diversi corsi formativi del nostro SSD nelle varie sedi universitarie talvolta sono troppo diversi tra loro e che sarebbe opportuno riformularli secondo linee guida comuni, condivise, arrivando a redigere programmi di studio guida. Ritiene che si potrebbe affidare a due colleghi per ciascuno dei principali corsi di studio il compito di stilare queste linee guida (una linea di programma unica per ogni materia) cui attenersi. Si rammenta anche che nella riforma i corsi di studio (obbligatori e fondamentali) devono essere come minimo di 6 CFU. Nelle ultime valutazioni comparative svolte si è visto che troppo spesso i candidati ricorrono a esempi relativi a problematiche non italiane (ad es. nordamericane, inglesi, nordafricane). Questo, se da un lato denota apertura mentale, dall’altro è però spia di carenze nostre riguardo non solo ai programmi ma anche ai testi di studio. C’è una certa mancanza di testi adeguati da suggerire/adottare per il percorso formativo degli studenti. Dobbiamo pensare a farne di nuovi.

Riguardo ai programmi, sarebbe opportuno stilare una traccia per: Zoologia generale; Entomologia generale; Entomologia agraria; Entomologia forestale; Lotta biologica e integrata; Biotecnologie; Difesa degli alimenti dagli animali infestanti; Apicoltura. Adesso materia caratterizzante è anche l’Entomologia, Patologia e Microbiologia del restauro.

Un obiettivo ulteriore da porsi, e che certe sedi universitarie già perseguono, è quello di fare corsi che ottengano l’accreditamento, confrontandosi con i programmi a livello internazionale.

Segue un’articolata discussione. Nulla da obiettare sulla validità di questi obiettivi e sulla eccessiva libertà al riguardo in alcune sedi e corsi, ma vengono sottolineate anche certe difficoltà oggettive ad approdare nel raggruppamento AGR 11 a scelte condivise su programmi guida. La decisione di trascurare alcune parti del programma rispetto ad altre, entro certi limiti, fa parte della libertà d’insegnamento: la proposta potrebbe incontrare scetticismo o totale indifferenza. Nonostante questo sembra opportuno insistere, alla lunga qualche risultato si otterrà.

Punto 5° all’O.d.G. – La Direttiva 128/2009 CE del Parlamento Europeo fissa un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’uso sostenibile dei “pesticidi”. Direttiva condivisa con tutti gli Stati membri. Ogni Nazione per il 2014 deve adeguarsi, precisare gli strumenti, emanare un documento: dopo il 2014 l’agricoltura dovrà essere solo IPM; l’applicazione definitiva avverrà nel 2018. È molto probabile che al laureato in Agraria si apra la possibilità di rilasciare certificati, così come avviene per i veterinari e i medici. Per gli entomologi, non solo agrari, la prospettiva è molto interessante. Nella futura formazione infatti dovranno essere valorizzate meglio varie tematiche (riportate nel documento CE), tra le quali anche l’entomologia. In Italia si discute, tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dell’Agricoltura, su chi debba occuparsene. Il timore è che le Università vengano lasciate da parte rispetto ad associazioni di categoria o ad enti privati (!). Le Facoltà di Agraria se coinvolte potrebbero rivalutare di molto il ruolo del laureato in Agraria.

Punto 6° all’O.d.G. Riguardo al confronto con il raggruppamento scientifico-disciplinare AGR 12 e ai rapporti con i Patologi vegetali, nel corso della trattazione e discussione dei punti precedenti vi è già stato qualche accenno, come si evince da quanto sopra riferito. Dati i tempi stretti imposti alla riunione odierna (termine alle 15, orario d’inizio della Tavola rotonda dell’Accademia sull’Entomologia merceologica), non vi è tempo per una disamina più ampia del tema.

Punto 7° all’O.d.G. – Il coordinatore constata che con la costituzione della Sezione di Entomologia agraria qualche passo avanti è stato fatto, abbiamo potuto allinearci alle altre società scientifiche agrarie e raggiungere l’auspicata rappresentatività in AISSA, tuttavia spera che la Sezione possa incontrare più apertura e considerazione all’interno della Società Entomologica stessa. Ricorda peraltro che la Presidenza vedrebbe bene un intervento dei ‘professionisti’ per ricollocare le Memorie in un contesto diverso, meno oneroso per la Società e di interesse per noi; cosa non facile tuttavia da gestire. Deplora la scarsa presenza di entomologi applicati nel consiglio direttivo della Società e a maggior ragione ribadisce la necessità che gli eletti AGR 11 nel Consiglio siano sempre attivamente presenti.
Nel dibattito che segue si sottolinea che certe negatività dipendono però dagli AGR 11 stessi: la numericamente scarsa adesione alla Sezione degli afferenti a un raggruppamento che è già piccolo nella sua totalità, pregiudica una maggiore attenzione e disponibilità (anche economica) verso la stessa da parte della Società.

Punto 8° all’O.d.G. – Nel XXIII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia in programma a Genova nel giugno prossimo, era auspicabile una maggiore apertura verso l’Entomologia agraria AGR 11: più ampia rappresentatività degli entomologi agrari delle diverse sedi universitarie nei comitati scientifici delle sessioni, nei comitati stessi più apertura ai ‘meno anziani’ rispetto agli anziani e ai pensionati… Vi sono state lamentele da parte di docenti produttivi e rappresentativi, e da parte di sedi cui non è stata data alcuna voce in capitolo. Apprezzabili iniziative dei due congressi precedenti (relatori ospiti stranieri, workshop di argomenti interessanti per l’entomologia applicata, premio al miglior poster, ecc.), volte anche ad interessare e valorizzare i più giovani, non sono state prese in opportuna considerazione.

Punto 9° all’O.d.G. Il prof. Trematerra accenna alla questione, che ha avuto di recente una grande eco anche in seno all’AISSA, dell’ingente finanziamento statale assegnato alla Fondazione Diritti Genetici per il discusso progetto “GenEticaMente” (2011-2015), finalizzato principalmente al miglioramento delle piante di interesse agrario mediante selezione genetica assistita da marcatori molecolari. L’asserito assoluto carattere innovativo del progetto non corrisponde al vero e l’imponente finanziamento attribuito a un progetto privo di adeguata valutazione scientifica stride con gli attuali tempi di ristrettezze economiche per Università ed Enti di Ricerca che garantiscono ben altri controlli sulla qualità scientifica di loro eventuali progetti. Sembra tuttavia che da parte della suddetta Fondazione vi sia una certa apertura verso la collaborazione e il coinvolgimento di strutture universitarie (?).

Il prof. Rapisarda infine solleva il problema dei costi elevati degli abbonamenti a riviste internazionali del nostro settore: sarebbe opportuno che le biblioteche dei dipartimenti o istituti del raggruppamento AGR 11 si coordinassero nella sottoscrizione di abbonamenti a riviste e nella disponibilità alla condivisione dei materiali di biblioteca, in modo da evitare duplicati e garantire una più ampia ‘copertura’ e disponibilità dei periodici nazionali e internazionali di interesse: in regime di carenza di risorse sarebbe un’operazione quanto mai vantaggiosa.

Segue un breve dibattito in cui emergono alcune difficoltà e nodi da sciogliere: noti editori internazionali concedono l’abbonamento a pacchetti di riviste, non a singoli periodici; la condivisione dei materiali tra biblioteche deve tener conto del copyright, ecc.

Il prof Trematerra conclude ricordando che a Genova in giugno, in occasione del Congresso di Entomologia, si terrà una riunione dei soci della Sezione di Entomologia Agraria, aperta anche agli altri membri del raggruppamento scientifico-disciplinare AGR 11 che non ne fanno (ancora) parte e agli amici di AGR 11. Bisognerà preventivamente individuare gli argomenti da mettere all’O.d.G. e gli obiettivi da porsi.

Alle ore 15 la riunione è sciolta.

Il Segretario di Sezione

(Rinaldo Nicoli Aldini)

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