XXVI Congresso Nazionale di Entomologia

XXVI Congresso Nazionale Italiano di Entomologia Torino, 8-12 giugno 2020  


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Taxonomy of pollinators: Hoverflies (Diptera, Syrphidae) and wild bees (Hymenoptera, Apoidea)

Il Museo civico di Storia Naturale di Ferrara sta organizzando il corso Taxonomy of Pollinators,  dedicato alle api selvatiche ed ai ditteri sirfidi: entrambi i gruppi svolgono l'importantissimo ruolo di impollinatori per piante e raccolti. Inoltre, i sirfidi sono ottimi indicatori di biodiversità, che consentono di valutare la conservazione degli ecosistemi naturali e di quelli gestiti dall'uomo grazie al metodo Syrph the Net. Il corso si terrà dall'1 al 5 luglio 2019 nell'ambito di DEST - Distributed European School of Taxonomy. Il Termine per presentare domanda di...


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Master Erasmus Mundus “PlantHealth”

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Checklist of the Italian spiders

riunione della sezione di entomologia agraria della società entomologica italiana, aperta a tutti. genova, museo civico di storia naturale “giacomo doria”, 14 giugno 2011

La riunione della Sezione di Entomologia agraria della Società Entomologica Italiana, indetta e convocata dal coordinatore prof. Pasquale Trematerra con e-mail del 24 maggio 2011, si è svolta a Genova martedì 14 giugno 2011, presso il Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria”, con inizio alle ore 13:00, durante il XXIII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia.

Sono presenti, oltre ai soci di Sezione, altri entomologi universitari del raggruppamento scientifico-disciplinare AGR/11, sia strutturati che non strutturati, come da invito. Presiede la riunione il coordinatore prof. Trematerra affiancato dal vice-coordinatore prof. Andrea Battisti e dal segretario di sezione dott. Rinaldo Nicoli Aldini. I partecipanti sono (in base alle firme di presenza) 55 (13 Ordinari, 20 Associati, 14 Ricercatori, 8 non strutturati).

Punti all’Ordine del giorno:

1. Adesioni alla Sezione di Entomologia agraria della Società Entomologica Italiana;
2. Requisiti minimi per l’idoneità alla II e alla I fascia di professore universitario (Legge 240/2010);
3. Ricerca e Didattica di pertinenza AGR/11.

Punto 1° all’O.d.g. – Il coordinatore prof. Trematerra dà la parola al vice-coordinatore prof. Battisti. Questi ricapitola l’iter che ha portato alla costituzione della Sezione di Entomologia agraria in ambito SEI. L’attività del comitato di coordinamento degli AGR/11, formalmente costituito nel 2004, si è concretizzata due anni fa, con l’assemblea svoltasi ad Ancona durante il XXII Congresso Nazionale di Entomologia, nella costituzione della nostra Sezione in seno alla Società Entomologica Italiana. Per arrivare a tale traguardo si era resa necessaria, in precedenza, anche una modifica allo Statuto della Società Entomologica stessa (possibilità della costituzione di Sezioni). Nel Consiglio direttivo della Società Entomologica sono stati eletti, e attualmente sono in carica, due entomologi afferenti alla sezione, il prof. A. Battisti e il prof. F. Pennacchio. L’esigenza di costituire una Sezione di Entomologia agraria e quindi di avere, di fatto, una società scientifica che rappresentasse istituzionalmente gli entomologi agrari era fortemente sentita per poter accedere e aver voce in seno all’AISSA, l’associazione che raggruppa le società scientifiche di scienze agrarie: questo importante traguardo è stato raggiunto.
Si deve tuttavia segnalare qualche difficoltà insorta successivamente: subito dopo la sua costituzione, alla Sezione agraria avevano aderito un buon numero di entomologi agrari universitari (circa 45), in aggiunta a quelli che già erano soci della Società Entomologica. A distanza di due anni però il numero di adesioni alla Sezione è in calo, con riflessi negativi per i bassi introiti derivanti dalle quote sociali. La Sezione infatti chiedeva alla Società il versamento della quota di adesione all’AISSA (250 € annui); la Società, stanti la bassa adesione di entomologi agrari ed anche il taglio dei contributi ministeriali, di fatto ha ritenuto di potersi fare carico della quota AISSA solo per il primo anno (2009). Per il 2010 e il 2011, come deliberato dal Direttivo, si è reso necessario che i soci di Sezione con la quota annuale versassero un onere aggiuntivo complessivo di 10 € a testa per consentire l’adesione all’AISSA. Per i prossimi anni, perdurando la stessa situazione numerica, il contributo si ridurrebbe quindi a 5 € annui; se il numero di adesioni alla sezione aumentasse, si avrebbe una ulteriore riduzione per ogni socio. Si deve lamentare infatti che attualmente sono solo 52 i soci in regola con il versamento comprensivo di quota annua e dei 10 € aggiuntivi (c’è chi ha versato solo la quota di base e chi è anche totalmente moroso). Il prof. Battisti fa notare che siamo quindi molto lontani dagli obiettivi che ci eravamo prefissati.
Vi è stato anche un altro motivo di discussione col Direttivo della Società. Avevano la speranza che il nostro fosse un contributo più fattivo anche in termini di contenuti scientifici, di proposte, di iniziative, ecc. Invece per ora la Sezione ha svolto una funzione prettamente “sindacale”, a tutela degli interessi di categoria. Se vogliamo aprire un dialogo più costruttivo con la Società Entomologica dobbiamo portare avanti proposte che non siano necessariamente “strutturate”, di categoria, ma che siano di interesse per tutti i soci in generale o per larga parte di loro, tenendo presente che il Consiglio direttivo della Società Entomologica è formato anche o soprattutto da esponenti del mondo entomologico amatoriale. Si auspica che questi problemi siano ripresi e dibattuti anche nella riunione generale dei soci della Società Entomologica, in programma nel tardo pomeriggio odierno in questa stessa aula.
Nel dibattito che segue, più voci esprimono apprezzamento per quanto è stato fatto finora, riconoscendo con gratitudine che la Società Entomologica ha offerto agli entomologi agrari tutti i requisiti che una società scientifica richiede e compiacendosi del raggiunto traguardo di rappresentanza nell’AISSA. Si conviene sulla necessità di proseguire in tale direzione, sia invitando i colleghi (per lo meno quelli strutturati) non soci o morosi ad aderire alla sezione o, rispettivamente, a regolarizzare la propria posizione contabile, con beneficio per tutti, sia cercando di ampliare gli orizzonti dell’attività di Sezione nell’ambito della Società (mediante maggiore collaborazione, attività informativa e divulgativa, animazione sul territorio per i temi entomologico-applicativi di competenza, uso del logo della Sezione nelle varie attività istituzionali degli entomologi agrari).
Il coordinatore, prof. Trematerra, ribadisce in ogni caso l’invito all’adesione e partecipazione di tutti ed auspica che gli orizzonti operativi si ampliino rispetto all’attività svolta finora; auspica altresì che la pagina web della sezione cresca in contenuti e sia tenuta sempre aggiornata. Coordinatore e segretario sono sempre disponibili a ricevere da tutti, al proprio indirizzo e-mail, informazioni, annunci, richieste, pareri e suggerimenti.

Punto 2° all’O.d.g. – Il prof. Trematerra ricorda che già nel 2008 gli entomologi agrari avevano realizzato un documento circa i requisiti minimi per l’abilitazione/accesso alle tre fasce di docenza, poi inviato al CUN (Consiglio Universitario Nazionale) che aveva recepito molti dei punti proposti. In seguito alla legge 240/2010 (detta “Legge Gelmini”) si è reso necessario ridurre le differenze tra requisiti minimi proposti dalle varie Società afferenti all’AISSA, esponenti dei diversi Settori Scientifico-Disciplinari (si avevano 8-9 formulazioni diverse, il Ministero ne chiedeva non più di 2-3). Il documento messo a punto dal CUN riguardo ai requisiti minimi (che fa riferimento essenzialmente al numero di pubblicazioni ISI prodotte dal candidato all’abilitazione in un certo numero di anni recenti) individua 4 blocchi di Settori Scientifico-Disciplinari, ciascun blocco con requisiti minimi propri. Si vedrà se sarà necessario scendere ulteriormente a 3 o 2 livelli di requisiti.
I membri delle commissioni di abilitazione dovranno avere requisiti minimi non inferiori ai candidati da valutare e saranno esclusivamente professori ordinari italiani, più un esperto straniero, non necessariamente del mondo universitario; una stessa commissione valuterà l’abilitazione sia alla II che alla I fascia; i commissari pertanto dovranno avere ciascuno almeno 15 pubblicazioni ISI, quanto cioè si richiede come requisito minimo per l’abilitazione alla I fascia. Si profila quindi il problema del numero limitato di nostri Ordinari che attualmente hanno tali requisiti e dunque possono proporsi per entrare in commissione, tenuti presenti anche i pensionamenti previsti in un prossimo futuro. In sede di discussione AISSA per la definizione dei requisiti, si è dovuto tener conto infatti di questi due aspetti: il numero di potenziali abilitati e il numero di potenziali membri di commissione. Alcune Società erano orientate a stabilire limiti che dessero la garanzia al 75% dei candidati di entrare, altre al 30-35%. Si è cercato di mediare, e per l’entomologia agraria si è reso necessario anche un compromesso con i patologi vegetali (che hanno una produttività scientifica più qualificata e chiedevano almeno 25 e 30 pubblicazioni ISI rispettivamente per l’accesso alla II e alla I fascia), con i quali siamo in Macrosettore concorsuale. Si è arrivati così a individuare requisiti minimi rispettivamente di 10 e 15 pubblicazioni ISI per le due fasce. Tra i patologi vegetali però ci sono due correnti, la più esigente (rappresentata anche dall’attuale Presidente della Società Internazionale di Patologia Vegetale, che ha diramato una sua discussa lettera in merito) delle quali vorrebbe requisiti minimi più alti, rispettivamente di 20 e 25 ISI, attualmente proibitivi per gli entomologi agrari. Riguardo all’idoneità, a parte il filtro dei requisiti minimi, per il nostro Macrosettore si richiederebbero un totale minimo di 30 e 40 lavori scientifici rispettivamente per le due fasce. Anche questi lavori sarebbero da valutare facendo riferimento a indici bibliometrici internazionali, si tratterà di decidere quali scegliere tra gli indici maggiormente diffusi.
Sul numero di idoneità da riconoscere, il Ministero indica di guardare alle esigenze delle Facoltà, al momento del tutto ignote (!). Gli idonei rimarranno tali per un certo numero di anni (probabilmente 4), dopo di che, se non chiamati, per ottenere nuovamente l’idoneità dovranno ripetere tutto da capo. Chi sarà valutato negativamente per due turni successivi non potrà più ripresentarsi. La commissione (5 membri) dovrebbe essere formata da candidati volontari (solo ordinari) che nel curriculum abbiano pubblicazioni ISI in numero pari a quelle richieste per il ruolo da ordinario, 5 delle quali prodotte negli ultimi 5 anni. La commissione starà in carica due anni e poi i suoi membri resteranno a riposo per tre. All’interno del settore bisognerebbe quindi poter formare almeno due commissioni. Il CUN, assieme all’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), darà un giudizio su chi si candida a commissario e la selezione avverrà poi probabilmente per sorteggio. Dovranno essere quindi 4 ordinari italiani + 1 esperto internazionale (professore ordinario o persona afferente a enti esterni alle Università). Per il nostro Macrosettore esiste il dubbio se verrà formulata un’unica commissione o più commissioni: un’unica commissione sarebbe mista tra entomologi e patologi. Sarà da risolvere anche il problema che qualcuno vorrà candidarsi ma qualcun altro no. Vi era la previsione che entro l’anno dovessero uscire i bandi, tuttavia con l’emanazione dei regolamenti attuativi si è ancora molto indietro e il tutto potrebbe slittare all’anno prossimo. Un’altra questione verte su come considerare i docenti che attualmente già sono in possesso del requisito di idoneità, rispetto agli idonei futuri. Parrebbe che questi debbano avere la precedenza, sembra però anche che le Università nelle chiamate possano scegliere con libertà.
Segue un’ampia e articolata discussione. Un primo aspetto riguarda il numero dei candidati cui riconoscere l’abilitazione rispetto a quello di chi possiede i requisiti minimi. Emergono due opinioni opposte: l’una, prevalente, ritiene che le commissioni debbano poi fare un ulteriore accurato lavoro di selezione, per non ridurre la loro attività a semplici automatismi di calcolo; l’altra propende a credere che tutti gli aventi i requisiti minimi debbano ricevere l’idoneità (anche in virtù del fatto che i candidati in generale saranno molto numerosi e il lavoro delle commissioni dovrà essere per forza snello, e d’altra parte non si saprà anticipatamente quali Università avranno le risorse per effettuare le chiamate, anche se sarebbe utile poter avere tali notizie). Il prof. Trematerra evidenzia il problema morale creato con l’attuale regime di valutazione e filtro basato in primo luogo su numeri di pubblicazioni ISI. Una generazione di entomologi rischia di essere in buona parte esclusa dalla possibilità di accesso alla II o alla I fascia in virtù di questi filtri applicati nel giro di pochi anni, senza gradualità, forse con troppa rapidità. Inoltre anche per il giovane ricercatore a tempo determinato (3+3), a calcoli fatti gli anni che avrà a disposizione per produrre almeno 10 pubblicazioni ISI prima di doversi presentare al giudizio di abilitazione (pena l’uscita dall’Università) saranno piuttosto pochi: qualcuno ce la farà, qualcun altro no. D’altra parte sono ormai più di 5 anni che si sta lavorando e sensibilizzando in tale direzione, è questa la via da percorrere, del rigore e della valutazione della ricerca. Nel dibattito qualcuno afferma peraltro che vi sono giovani assegnisti con titoli maggiori, da questo punto di vista, di docenti da tempo strutturati, proprio perché hanno tempestivamente recepito l’esigenza di lavorare in un certo modo, e hanno anche buona esperienza internazionale. Si fa notare poi che spesso si trascura l’aspetto della valorizzazione del prodotto scientifico anche quando sarebbe di livello internazionale: invece bisogna preoccuparsi di tendere a una collocazione editoriale adeguata.
Altra questione dibattuta è la rappresentanza degli entomologi agrari nelle commissioni di concorso, dato che siamo in Macrosettore con i patologi vegetali. Sarebbe importante poter avere commissioni proprie. Ma la composizione della commissione sembra che dipenderà dal numero di coloro che chiedono di parteciparvi. Molto probabilmente sarà necessario un accordo con i patologi vegetali, bisognerà creare un organismo di raccordo, perché la commissione orientativamente sarà unica e i due Settori Scientifico-Disciplinari non obbligatoriamente saranno rappresentati in essa: per essere rappresentati bisogna che nel settore ci siano almeno 30 professori ordinari. Attualmente i docenti AGR/11 (Entomologia generale e applicata) sono in tutto solo 117 (compresi i ricercatori a tempo determinato), di cui 31 ordinari, 36 associati, 50 ricercatori. In previsione, già col prossimo anno avverrà una riduzione di 2 unità, l’anno dopo di 6… Nel 2006 gli ordinari AGR/11 erano 48, ora sono 31… e nei prossimi anni? Fin qui non ne è stato rimpiazzato nessuno (c’è quindi anche il problema delle chiamate degli idonei). La Patologia vegetale (AGR/12) ha 39 ordinari, 43 associati, 63 ricercatori. Sono in tutto 145 docenti, quindi numericamente ben più forti di noi. Si sottolinea però che gli AGR/11 sono un gruppo piuttosto coeso, mentre i Patologi vegetali sono in alcuni casi disuniti, con contrasti interni: questo ci può giovare nel fare un lavoro di mediazione, mentre la nostra Sezione deve proseguire nell’attività di rafforzamento interno, visto il suo importante ruolo di coordinamento.
Si esprime anche il timore dell’’aggressione’ al nostro settore entomologico da parte di candidati che fanno capo ad altre aree, anche se nei requisiti è sottolineata l’esigenza della congruità dei lavori scientifici, e questo dovrebbe scongiurare il rischio. Vi è infine la questione dei titoli didattici: nei requisiti minimi questi sembrano trascurati e, nel caso che non sia formulata espressamente anche la valutazione della didattica (certificata, all’interno dell’Università), è molto probabile che le commissioni, sbagliando, non tengano affatto conto, ai fini dell’abilitazione e delle graduatorie, dell’attività didattica svolta dai candidati.

Punto 3° all’O.d.g. – L’ampio dibattito precedente e il tempo a disposizione non hanno permesso una disamina sufficientemente ampia dell’ultimo punto all’O.d.g. È stato fatto notare che il nostro Settore soffre la non integrazione per i progetti di ricerca: è necessario che vi sia molta attenzione nel referaggio e nei giudizi che i colleghi danno sui progetti di ricerca elaborati dagli AGR/11; una maggiore integrazione e rotazione dei diversi gruppi di lavoro (Dipartimenti, Istituti) nei progetti  sarebbe quantomai auspicabile. Il prof. Trematerra annuncia che a breve si avrà l’elenco dei PRIN approvati.
Riguardo al tema della didattica e all’opportunità di armonizzare i programmi dei vari corsi nelle diverse sedi universitarie, già espressa e dibattuta nell’adunanza del Comitato del 18 febbraio 2011 a Firenze, il prof. Trematerra ricorda di aver inviato ad alcuni docenti la richiesta di stilare una sorta di programma-tipo, schematico, dei corsi di competenza AGR/11, distribuito su 6-8 crediti formativi. Si intende elaborare un promemoria per i programmi disciplinari che porti a un filo conduttore comune nelle diverse sedi, pur senza togliere libertà e autonomia al singolo docente. Questo anche in ordine alla necessità di riconoscere i crediti acquisiti in altra Università a studenti che chiedono un trasferimento.

Alle ore 14:30 la riunione è sciolta.

 

Il Segretario di Sezione

(Dott. Rinaldo Nicoli Aldini)

Il Coordinatore di Sezione

(Prof. Pasquale Trematerra)

 

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