Monitoraggio specie esotiche

Dalla ricerca all’applicazione: il caso del monitoraggio delle specie esotiche di insetti del legno

 

Dopo alcuni anni di sperimentazione, il monitoraggio delle specie esotiche di insetti del legno entra nella fase applicativa. Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha infatti incaricato il CRA di Firenze (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura) di coordinare una rete di monitoraggio su scala nazionale che possa incrementare le possibilità di intercettazione di specie esotiche di insetti del legno. L’Italia, quindi, scende direttamente in campo nella lotta alle specie esotiche, affiancando paesi quali gli USA, l’Australia e la Nuova Zelanda. 

L’introduzione di specie esotiche è oramai considerata a livello mondiale come una delle problematiche di maggiore importanza, con forti ricadute sia a livello economico che ecologico. A partire dalla scoperta dell’America ad oggi, infatti, in Europa sono state introdotte circa 10.000 specie esotiche, principalmente piante e insetti. Tra questi ultimi, hanno particolare rilevanza i coleotteri xilofagi, ovvero insetti che si nutrono di legno, per lo più appartenenti alle famiglie scolitidi, cerambicidi e buprestidi. Questi insetti possono essere facilmente trasportati attraverso il commercio internazionale di prodotti legnosi, quali tronchi, legname lavorato, ma anche imballaggi di legno e pallet, all’interno dei quali riescono a sfuggire ai controlli fitosanitari e superare le eventuali condizioni climatiche avverse che si presentano durante gli spostamenti.

Questa tematica è stata affrontata a partire dal 2009 dai ricercatori dell’Università degli Studi di Padova i quali, in collaborazione con i Servizi Fitosanitari Regionali, hanno prima definito un protocollo efficace ed economicamente sostenibile per incrementare le possibilità di cattura delle specie esotiche di insetti del legno e, successivamente, individuato i punti a più alto rischio di nuove introduzioni dove concentrare gli sforzi di monitoraggio su tutto il territorio nazionale. Questi studi hanno evidenziato come il protocollo debba prevedere l’utilizzo di trappole caricate con una miscela di sostanze attrattive generiche localizzate, per quanto riguarda le aree costiere, nei porti che ricevono annualmente i volumi più elevati di merci e nei boschi misti di latifoglie circostanti, mentre, per quanto riguarda le aree continentali, in aree di deposito o smaltimento di materiali legnosi (Figura 1). Il numero di specie esotiche catturate negli ultimi anni grazie all’applicazione di questo protocollo porta a guardare con ottimismo la decisione del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di trasformare questo approccio da sperimentale a realtà continua nel tempo e nello spazio.

 

 

Figura 1: protocollo di monitoraggio per l’intercettazione di specie esotiche di insetti del legno (tif).

 

Gruppo di lavoro:

CRA

Università di Padova

Servizi Fitosanitari

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